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Archive for the ‘matrimonio’ Category

SSP

1. il lavoro che sto facendo non mi piace

2. mi distraggo dal lavoro che sto facendo guardando siti internette

3.soprattutto siti di matrimonio

4.e di case

5.americani

6.ergo vorrei essere una sposa un po’ americana

7.ma solo perchè qui non siamo altrettanto scenici nella semplicità, mi pare

8.della bevuta di sabato mi è rimasta un po’ di tachicardia

9.i siti internette di cui sopra non fanno che alimentarla

10.ergo sarebbe meglio lavorassi

11.la mia vita attuale è un gran casino

12.nonostante cerchi di pensare solo a quello che c’è dentro la casa, dentro le nozze

13.dentro al lavoro no, che ora è solo un buco nero

14.se potessi non lavorare avrei un sacco di cose da fare, mica come tutte quelle che si direbbero non realizzate!

15.Sono Sotto Pressione e non sto ancora dando il meglio!

Sigh

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Mattoni

Lo scorso, è stato un week end intenso. Pieno di cose da dire, fare, baciare, lettera e testamento. Abbiamo traslocato che se a settembre ci sposiamo questa casa è troppo piccola, le mie cose non ci stanno. E quello che pensavo si potesse fare in un pomeriggio, in realtà si è compiuto in una mattinata, un pomeriggio, una sera, i muscoli rotti e il letto alle 22.30 .  Nel frattempo, quando avevamo anche smesso di cercare, abbiamo trovato la casa di mattoni. E probabilmente a settembre sarà pronta per andarci a stare e, per chiudere il cerchio, tutto il trasloco di ieri è praticamente stato inutile. E’ queste son le gioie della vita. Comprare casa non è stato semplice. Anche se è stato più o meno amore a prima vista, per decidere di fare il grande acquisto ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio se il tuo fidanzato è a rischio cassa integrazione straordinaria. Ci vuole coraggio se il tuo fidanzato, non andato in cassa integrazione, lo potrebbero trasferire ad almeno 160 km da casa, da fare ogni giorno. Ringraziando pure Dio. Ci vuole coraggio se tu devi avere ancora due stipendi e la crisi non accenna a passare. Ci vuole coraggio perchè sai che i tuoi e i suoi vi daranno sempre una mano, anche quando il vostro orgoglio avrebbe voluto far da sè. Comunque già giro con le piantine in mano, blaterando qui facciamo così, qui demoliano, qui apriamo, qui creiamo, tra gli occhi sbarrati del mio babbo operaio e quelli all’insù del mio fidanzato preoccupato. In ogni caso sarò felice. Durante, anche. Che ieri sera, una volta a letto, stesi distrutti uno di fianco all’altra, ho detto e poi alla fine è sempre tutto uguale. Tu ti affanni, ti preoccupi, ti agiti e a fine giornata ti sdrai accanto a lui – accanto a lei – esattamente come il giorno precedente o come quello successivo e in quell’attimo credi che tutto ciò che conta è proprio lì, ad un fiato di distanza. E allora pensi che il giorno seguente sarà diverso, che non farai lo stesso errore. E invece sei così stupida che prendi appuntamento in banca per il mutuo. E tutto ricomincia dall’inizio.

In tutto questo ci ho pure messo in mezzo l’organizzazione di una festa di laurea per una delle mie migliori amiche. Che i sentimenti sono la prima cosa che conta, davvero. E perchè le mie amiche saranno sempre lì ad ascoltarmi quando andrò in crisi, quando avrò dei dubbi, quando non saprò che cosa fare. Perché la loro amicizia è la mia vera casa di mattoni. 

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Status

Incrocio due signori per strada. Uno mi ferma per scherzare come sempre. L’altro non parla quasi mai. L’altro non parla quasi mai almeno con me. Io rispondo alle battute, nonostante il freddo e la fretta. Ci sono persone che mi stanno simpatiche a prescindere. Anche se dicono sempre le stesse cose. E mentre scherziamo, l’altro dice tuo marito è tornato? Così. Che non c’entrava proprio niente. Allora io guardo lui. E poi guardo l’altro. Poi di nuovo lui, senza respirare. Come a dire maperchimihaiscambiato?  Poi l’altro mi viene in aiuto ma mica è sposata lei e quello tranquillo e fa conto!

Io non lo so se è normale ma a me si è stretto il cuore ed è stato come scomparire e ricomparire. Come se non mi fossi più trovata in quell’immagine di me. E pensare che sono certa che sarò felice.

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Noi che siamo cresciute con il mito di Cenerentola e della Bella Addormentata nel Bosco. Noi che leggevamo Biancaneve sognando il Principe che ci svegliava con un bacio. Noi che adoravamo le favole, anche se finivano tutte allo stesso modo, con quel vissero felici e contenti che ci faceva sognare il giorno in cui, anche noi, avremmo sceso le scale con un “bellissimo” abito bianco. Il fatto è che nessuno ci ha mai raccontato cosa c’è tra il bacio e il vissero. Io, adesso, vorrei davvero sapere come hanno fatto ‘ste tre con la lista degli invitati, la scelta del luogo del ricevimento, il rinfresco e le bomboniere. Potrei tralasciare l’abito da sposa, che in fatto di vestiario qualsiasi donna sa sempre trovare una scappatoia che renda la ricerca perlomeno divertente. Insomma, tutto questo preambolo per dire che a me non sta piacendo per niente organizzare il mio matrimonio. E si che ne ho organizzati di eventi. Ma un conto è stare dietro le quinte, un conto starci in mezzo. Io c’ho l’ansia. Più passano i giorni e più vorrei dimezzare qualsiasi cosa e persona. Tranne il viaggio di nozze. E sogno delle lunghe tavolate in mezzo ad un prato, con solo i parenti e gli amici con cui mi scambio almeno gli auguri di Natale, la musica, i balli, le scarpe comode, le cravatte allentate, i sorrisi, il sole, le foto scattate dalle macchinette digitali. E invece alla fine della fiera ti accorgi che il matrimonio non è il tuo. Il matrimonio è di tutti quelli che ti hanno invitato alle loro nozze giusto per far numero; il matrimonio è dei tuoi genitori e dei parenti loro, che forse tu non hai mai nemmeno visto; il matrimonio è dei parenti di primo grado che se li incontri per strada nemmeno ti salutano. E tu che sei stata dotata di buonsenso e buona educazione, accetti qualsiasi condizione, pensando che tu, ai matrimoni, ti sei sempre divertita, anche se a malapena sapevi il nome degli sposi.

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