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Archive for the ‘Citazioni’ Category

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

 

Omaggio ad Alda Merini.

Che tu possa ispirare altri cuori su questa terra.

Ciao.
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Stralcio

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’ aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Pablo Neruda

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Sarò un sorriso sulla bocca tua.

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E poi è arrivato. Quando proprio non ci pensavo. E lo so che questa è cosa risaputa, tant’è, così è andata. A dire il vero è arrivato quando un discorso pressochè serio, mi aveva fatto desistere dal mantenere viva alcuna speranza. Tanto da indurmi a stilare la lunga lista di frasi, gesti, atteggiamenti, progetti, attenzioni che, seppure in maniera diversa, avevano lo stesso significato. Di quelle due parole. E andava bene anche così. Insomma, sono arrivate, inaspettate, alle 2.30 di sabato notte. E poco importa se avevano il sapore di mojito. E caffè, anche. E non fa nulla nemmeno se il giorno dopo si è fatto finta di non ricordare, che per quello ci sono io, che non dimentico niente di quelle cose stupide, scontate, banali, semplici, dovute, secondo l’altra gente. E come previsto non ho risposto anch’io. E nemmeno grazie. Ma non sono nemmeno restata in silenzio. Piuttosto come una bambina il giorno di Natale, se si può capire. E ho compreso che dichiarare i propri desideri è cosa buona e giusta se non si pretende un tempo entro il quale quelli si debbano realizzare. Che ognuno ha i suoi, di tempi. E di desideri da realizzare, anche. E un condizionale ci sta sempre bene, che nessuno è tenuto a farti da genio. Tranne che se non voglia farti un regalo. E in quel caso allora non sarebbe più un genio ma solo qualcuno che ti vuole bene tanto, tanto, tanto. O qualcuno che quando ti abbraccia, ti stringe come se dovessi scomparire. O, ancora, qualcuno che, per stare con te, andrebbe in capo al mondo, o anche solo a 12 km da casa, ma questo è solo un dettaglio. O, infine, qualcuno che ha come suo unico desiderio quello di vedere nascere il tuo sorriso. In sottofondo c’era per caso questa canzone*. E anche una volta sola basta.

 

* Non c’è più audio – Mina
Corriamo un pò, le mani son sudate
e scivola il volante, non parli più
le luci in fila illuminano il tuo profilo stanco
le mani sono immobili, i pensieri simili
non so se andranno via.
Le gallerie, i fumi densi, i buchi neri
e i tuoi discorsi strani, che hai fatto tu,
ma che silenzio, non sento il motore
e neanche più l’amore
son certa che è andato giù
a rompersi tra le ruote dell’autostrada.
Non c’è, non c’è più,
non c’è più vitalità qui tra noi due
non c’è più audio, non c’è nessun programma
su tutte le frequenze in onda su di noi.
Non c’è, non c’è più sole sulle parole afone e pallide,
sei stato l’ultimo a dire io ti amo
una volta
purtroppo
, una volta sola.
Nell’autogrill ci gira il vento intorno
urlando consonanti, ma che cos’ho
e tempo da matti c’è se già
il sole sta nascendo lì fermo all’orizzonte che
guarda lontano e non ha paura.
Non c’è, non c’è più,
non c’è più vitalità qui tra noi due
non c’è più audio, non c’è nessun programma
su tutte le frequenze in onda su di noi.
Non c’è, non c’è più sole sulle parole afone e pallide,
sei stato l’ultimo a dire io ti amo
una volta purtroppo, una volta sola.

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“Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un’ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice. Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00. Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un’ora prima  che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L’anziano signore mi rispose che doveva  andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da tempo dall’Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po’ tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi ‘E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei’? L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo:”Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei”. Dovetti trattenere le lacrime… Avevo la pelle d’oca e pensai: ‘Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita”. Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l’accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará. Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno. Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l’ho appena fatto. La vita  non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare  nella pioggia. Sii piú gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.” 

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-Come il primo giorno?

-Si

-Non di più?

-Beh dai era scontato

-Io di più. All’inizio non ero innamorata per niente.

-All’inizio nemmeno io.

-Allora di più del primo giorno?!

-Di più. Di più.

-E quanto?

-Sbang …

Com’è bello dirsi “Ti Amo”!

Per questi ventinove mesi ti dedico:

Ovunque proteggi – Vinicio Capossela

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com’è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno.Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l’angolo del cielo
dov’è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello.

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l’incanto.
E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
se il meglio é già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l’incanto:
l’incanto di te,
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato,
se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo:
il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell’amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.
 
 

 

 

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Per cambiare pagina

Questa è la canzone che ultimamente mi fa piangere.

E non ho 15 anni.

E nemmeno 20 a voler essere precisi.

I miei casini al lavoro e i troppi impegni che ho preso, mi impediscono di fermarmi a riflettere così come di raccogliere attimi da raccontare. A questa mia vita, in questo momento, non manca nulla: compreso ciò di cui farei a meno.

Buona vita, intanto.

 

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