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Archive for ottobre 2008

Time

Vorrei che fosse inverno. Quello vero. E vorrei che fosse già sera. h.19:00. Essere in una casa mia. Con le foto alle pareti. I giornali in giro. I vestiti appoggiati su una sedia in camera. E una luce bassa accesa in un angolo. Indossare calze pesanti e un vestitino di maglia di lana. Avere capelli puliti fermati con un cerchietto di raso nero. Stare alla finestra e guardare le luci arancioni dei lampioni. Una musica così in sottofondo. E non aver voglia di fare nulla. Tranne ricevere il suo abbraccio. E un bacio sulla testa.

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Perfect

Mi piace quando ogni cosa trova il suo posto. E mi piace pure quando, qualcuna di quelle cose, risulta magari un po’ imperfetta che non è quello che conta. Il mio week end è stato dunque imperfettamente perfetto.

Ieri sera ho visto la data 0 di Otello: adattamento teatrale di Roberto Guicciardini con Sebastiano Lo Monaco-Otello e Federica Di Martino-Desdemona. Sul palcoscenico anche Massimo Regio (Brabanzio), Mirko Rizzotto (Cassio), Giacinto Palmarini (Iago). Vedere Shakespeare a teatro era uno dei miei sogni. E vederlo soprattutto in una veste che non lo stravolgesse, come potrebbe essere qualsiasi trasposizione moderna. Tuttavia l’opera non mi ha convinta. Per inciso, si tratta solo di parere personale. Non ho conoscenza tecnica e ampia di teatro, attori, recitazione e quanto dir si voglia. Quello che non mi ha convinta è stato proprio Otello personaggio-attore. Recitazione cantilenante, a tratti noiosa. Gestualità a momenti eccessiva. In lui non ho letto il tormento della gelosia quanto piuttosto una tendenza alla schizofrenia. Bravissimi Iago e sua moglie. E Brabanzio, con una voce davvero fatta apposta per risuonare in un teatro. Alla fine ne è comunque valsa la pena. Lo spettacolo resterà in scena al Teatro Quirino (per informazioni e prenotazioni biglietteria del teatro tel. 06/6794585 ) fino al 16 novembre.

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Comunico ufficialmente, se ce ne fosse stato bisogno, che sto uscendo pazza (come dicono da qualche parte. Questo blog, quello con le amiche, quello dell’associazione. E poi flickr mio, delle amiche, dell’associazione. E i blog amici da controllare, che se mai mi perdessi qualcosa di importante. E le mail! Ne vogliamo parlare? La mia personale, quella del blog, quella del lavoro, quella dell’altro blog. E le password: mail, blog, banca, telefonia moltiplicato per due, tre, quattro. E ora ci si mette facebook. Voglio dire? ma tutti sti cervelli informatici, non possono unirsi per inventare una tastiera digitale che riconosca le impronte e faccia cadere definitivamente in disuso quelle maledette serie di numeri, lettere, maiusole, minuscole e niente segni particolari? Sta diventando un lavoro! E porca paletta, quanto me piasce de chiaccherà!

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Mimosa cuor di leone

Credo di essere coraggiosa. Cerco sempre di chiamare le cose con il loro nome. Questo vuol dire essere coraggiosa. E poi mi prendo le responsabilità che però se non lo dicessi, sembrerebbero meno pesanti. E proprio per questo vuol dire che sono coraggiosa. Cioè, non mi viene naturale. Occorre che mi sforzi di credere di essere forte. E comunque ci vuole coraggio anche per buttarsi nelle cose belle. che io c’ho sempre paura che mi possa scoppiare il cuore. E allora arrivo fino ad un certo punto e poi trattengo il fiato. E in quel momento potrei pure morire, che non c’ho troppa resistenza in apnea. Ecco, stasera avrò bisogno di un po’ di coraggio. Stasera inizio a crescere. Che poi non vuol mica dire che non sono più una bambina, che diventerò triste perchè non saprò più divertirmi con poco, che sarò intrattabile perchè avrò sempre troppe cose da fare e cose così. Io voglio essere felice in questa vita. Basta che me lo ricordi.

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Smile

Io subisco gli umori delle persone. O meglio, io subisco le parole delle persone. Per questo cerco di leggere solo blog “leggeri”. Gente che, attraverso la scrittura, cerca di scovare il bello di sè. Che a volte ci impegniamo a tenerlo ben nascosto, per sembrare tutti un po’ uguali. Per sembrare tutti un po’ più forti. E invece che bello sarebbe se fossimo tutti -TUTTI- leggerissimamente fragili. E sensibili, anche. Tipo che, se io leggo qualcosa di buono, nel contenuto, non nella forma of course (ma anche), ho improvvisamente voglia di scrivere qualcosa di buono. Non che poi ci riesca ma questa è già un’altra storia. E’ che un sorriso attacca un sorriso. E, seppur tutto questo sia trito e ritrito, risulta una delle cose più difficili da imparare. Io per esempio rido poco. E i miei sorrisi sono dedicati, perlopiù. Poi razionalmente sono in grado di capire che questa è una cosa bruttissima. Ma perchè a volte la consapevolezza non basta?

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Questa è una delle cose che mi piacciono dello stare in due.

Insieme a tante altre.

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Scrivere

Sto di nuovo dimenticando. Sto dimenticando la poesia. Sto dimenticando la magia. E le parole, che si stanno trasformando in un incubo, mi tormentano pur non esistendo. Vorrei davvero essere quella che sogno. Eppure, a giorni, mi dico svegliati! anche se non aiuta. Che io non so rinunciare mai a niente. Che qualcuno mi ha fatto credere. Illudere. Tornate a me vi prego. Riempitemi gli occhi, le mani, il cuore, lo stomaco. Come farfalle impazzite. Narrate eresie. Favole. Bugie. Speranze, anche. Non fate che io dimentichi l’emozione di raccontare di questo mondo, affinchè io ricordi che non è per caso che esisto.

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