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Archive for maggio 2008

E’ che ci sono storie e storie. E poi ci sono anche le non-storie. Che alle donne piacciono tanto.

Le non-storie sono quelle in cui le donne investono moltissimo. E investono in termini di speranze, aspirazioni, sogni. Salvo poi arrivare ad un tale punto di disperazione da dover trasformare tutto. Trasformare si, dato che, quello che è stato, non può necessariamente essere cancellato. Che quello sarebbe fallire. E una donna non fallisce. Se è una Donna.

Quando il punto di disperazione giunge al suo apice, la Donna trasforma il “Vorrei che tu mi volessi bene” in “Ti ho donato tutto il mio bene“. Uno step e poi il “ciao“. Già, in mezzo c’è uno step.

Lo step nello specifico e nell’assurdo anche, è dato dal dono totale di sè. Una Donna chiude una non-storia facendo all’amore. Una Donna chiude una non-storia facendo all’amore con un uomo che al massimo le vuole soltanto bene. Detto così può sembrare abbastanza assurdo ma credo sia il modo sublime che la Donna ha per congedare il sogno. In quel momento la Donna capisce che non si sta dando ad un lui ma che si sta concedendo al suo sogno. Con amore. Morente. A quel punto lui non può più nulla. E se anche avesse la sensibilità per accorgersene, e non succede praticamente mai, questo non servirebbe comunque a niente che una Donna, quando dice “Ciao” è perchè ha superato anche l’ultimo step.

E se una Donna riesce a superare tutto questo io credo che quella sarà una gran Donna, molto più indulgente con se stessa, molto più attenta a rendersi felice, molto più forte, molto più consapevole.

Per tutte le donne che sono ancora incastrate in non-storie così, io lascio una canzone:

Buona vita e buon uicchend

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-Come il primo giorno?

-Si

-Non di più?

-Beh dai era scontato

-Io di più. All’inizio non ero innamorata per niente.

-All’inizio nemmeno io.

-Allora di più del primo giorno?!

-Di più. Di più.

-E quanto?

-Sbang …

Com’è bello dirsi “Ti Amo”!

Per questi ventinove mesi ti dedico:

Ovunque proteggi – Vinicio Capossela

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com’è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno.Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l’angolo del cielo
dov’è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello.

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l’incanto.
E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
se il meglio é già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l’incanto:
l’incanto di te,
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato,
se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo:
il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell’amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.
 
 

 

 

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Visioni musicali

Ci sono canzoni che mi fanno venir voglia di dire a tutti “ti voglio bene” se questo non risultasse troppo mieloso per me. Ci sono voci così dolci da farmi venir voglia di tacere per sempre. Ci sono musiche che sembrano dire tutto al posto tuo, anche quando non capisci le parole. E soprattutto ci sono note che hanno la capacità di farti sentire migliore. Oggi è capitato così: ascoltavo Keren Ann e mi è successo di immaginarmi a fare quello che succede nel video che ho trovato poi. E ho sorriso. E che posso volere di più? Buona serata.

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Acqua e sale

She – Elvis Costello

Ultimamente mi emoziono con poco. Che poi il poco è sempre una supposizione. Ci sono musiche che mi fanno piangere. E immagini che mi tagliano il fiato in cima alla gola. Ci sono gesti per cui devo chiudere gli occhi e restare in silenzio per un bel po’ che queste mie lacrime buone mostrano la me a cui voglio più bene, quella che ora riesco a vedere con tenerezza. E’ che a volte nella vita bisogna essere fortunati. E quelle volte che succede bisogna sapersene accorgere. E alla fine occorre saper non dimenticare, anche. Ho imparato a scegliere chi mi fa sentire migliore. Da tutti gli altri prendo solo quel che c’è. Ho già talmente tanto da non aver bisogno del mondo intero. Ho voglia di sorridere e di vedere sorrisi. Ho voglia di fili che mi legheranno per sempre a certe persone qualunque cosa poi succeda. E’ che alla mia età le cose possono essere chiamate per nome e questo mi fa sentire più forte e a volte un po’ più sola. Vorrei restare per sempre sull’orlo di un’emozione, con gli occhi pronti a versare acqua e sale. E invece ho paura di diventare come quelli per cui tanto tutto è uguale.

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Periodi

Il mio periodo di stress dovrebbe essere terminato. Il secondo mega herpes, della seconda mega settimana, dovrebbe sancire il time out. E speriamo che ‘sta volta ci sia un due senza tre. Tutto è stato intenso, faticoso, impegnativo e bellissimo. E alla fine quel che conta è il risultato, anche se tutti i bastoni, che ho o che mi sono stati messi, tra le ruote non li dimentico, che io sono una precisina e mi accorgo di tutto. E ho scoperto che odio quelli che trattano e quelli che cercano di fregarti. Che se io non ho i soldi per un menù completo vado a mangiarmi una piadina. Fatto sta che da oggi posso tornare ad essere innamorata soltanto, magari giusto per questi sette giorni, che a dire il vero non sono proprio quelli giusti. In tutto questo casino di impegni, io e lui abbiamo iniziato a vedere case. E la vorremmo vecchia, con una soffitta, un garage e un ripostiglio, anche. E se avesse anche solo un metro quadro di erba sarebbe fantastic, rinuncerei anche al panorama, per questo. E vorrei che non mi chiedessero € 150.000,00 per una casa tutta scale. E nemmeno per una casa che ha un pezzo al quarto piano, un pezzo al primo e un pezzo dall’altra parte della strada. E’ che io odio le villette a schiera. Mi fanno sentire una carcerata. Poi però penso che quel che conta è ciò che c’è dentro alle  quattro mura e se ci sono un uomo e una donna con gli occhi a cuore, quei due starebbero bene pure in prigione. Per adesso mi sento a casa tra due spalle, con la bocca appoggiata sul collo. E comprerò petunie viola per la nostra scatola di cartone.

La casa di cartone

 

 

 

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Per cambiare pagina

Questa è la canzone che ultimamente mi fa piangere.

E non ho 15 anni.

E nemmeno 20 a voler essere precisi.

I miei casini al lavoro e i troppi impegni che ho preso, mi impediscono di fermarmi a riflettere così come di raccogliere attimi da raccontare. A questa mia vita, in questo momento, non manca nulla: compreso ciò di cui farei a meno.

Buona vita, intanto.

 

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