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Archive for gennaio 2008

Discorsi

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Quante cose si possono dire con gli occhi? Parole di zucchero colano come rimmel da leccare e far scivolare giù. Fin dentro la pancia. E labbra che rimangono appiccicate alle tue guance sporche e dolci. A volte la felicità è racchiusa in un attimo.

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E crescendo impari.

E ho imparato che quando un uomo dice forse è già un si.

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Con i tuoi occhi

Vorrei saperti amare. Ogni giorno. E ogni giorno come il giorno in cui ti ho amato di più. E di più anche. Vorrei saperti amare come se non ne avessi altri di giorni. Nè passati nè futuri. Scartarti come se tu fossi la mia sorpresa ché la sorpresa è negli occhi di chi guarda. Riuscire a vedere la tua felicità in un sorriso, nelle tue mani, nel tuo sguardo. E capire che la tua felicità sono io. Se solo sapessi farlo. Se solo sapessi farlo ogni giorno. Ogni giorno mi innamorerei di quella ragazza che si addormenta su una poltrona tra le tue braccia ché di nient’altro ha bisogno. Vorrei vedermi con i tuoi occhi e in quel momento forse imparerei ad amarti.

 

In sottofondo: Bungaro – Occhi belli

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Thinking…

Mi succede spesso che quando scrivo qualcosa di bello –qualcosa che mi piace forse sarebbe più corretto- poi non riesca a creare nulla di nuovo. Nemmeno copie. La mente si azzera. E’ solo che ho un sacco di cose da fare -tipo giocare ad un arkanoid tale Ben10- che mi rubano un sacco di tempo ed energie, le idee no che non ne ho.

Un’amica in crisi di coppia mi sta facendo un sacco di domande sulla mia di coppia. Per risolvere i dubbi che ha, per capirsi un po’ meglio. E le domande non mi sono mai piaciute perchè so che non esiste mai una sola risposta, che c’è una verità per ogni partecipante e che spesso ognuno vede soltanto la sua. E mi piace che ancora riesco a ricordarmelo questo perchè mi risparmiare un sacco di tempo che dovrei perdere altrimenti in recriminazioni. Poi se dico che non è che sto sempre a mille qualcuno spalanca gli occhi. Ma io non sto quasi mai a mille nemmeno con me stessa e non è che da me divorzierei. E’ sempre lo stesso discorso. Basta capire ciò di cui uno ha bisogno.

In questi giorni di forzata astinenza ho pensato. Ho pensato a cosa ci succederà quando il sesso sarà meno. Quando avremo meno tempo, meno voglia, meno pazzia. E per sesso intendo l’attimo in cui noi siamo i veri noi, senza difese. L’attimo in cui i sensi si confondono e le mani ascoltano, gli occhi parlano, le labbra toccano. La cosa mi spaventa e mi spaventa soprattutto pensarci.

A parte tutto sto pensare, credo che all’uscita dal lavoro mi dedicherò allo shopping. Il mio guardaroba necessita di un paio di stivali da ragazzina.

http://www.wellie-boots.co.uk/huntress.htm

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Protetto: Contaminazioni

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Il 2008

Dialogo.

(non mi ricordo chi) – Ragazze che propositi avete per il nuovo anno?

(Mimosa)                  – Meglio niente propositi che propositi da deludere.

(vari)                         –

(non mi ricordo chi) – Amen

Io dico che c’è del ragionevole. 

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I’m not afraid

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Ascoltare un 7 gennaio qualunque, la canzone su cui hai fatto l’amore la prima volta e non accorgersene subito, dice. Dice che qualcuno può scomparire dalla tua vita e che il tuo modo per far si che non succedesse forse aveva del sensato. A volte le donne fanno magie dal niente. Ed ora c’è un posto, una canzone, un rumore che gli appartengono, che appartengono al tuo guastatore. Che non era uno scelto a caso. Anche se non era quello giusto al di fuori di quella canzone. E ricordare tutto con naturalezza è pure bello perchè sai che alla fine puoi essere felice anche se non tutto è andato come sognavi. E lo dico in generale. Ed è bello perchè ci saranno altre occasioni in cui l’amore sarà far l’amore davvero e non sarà la prima volta o sarà la prima volta sempre, anche. Ricevere gli auguri di Natale dal  mio guastatore mi strappa un sorriso, anche se si tratta di un sms inviato a molti. E’ come dire era così che doveva andare e non me ne dispiace. Ance se ho dovuto lottare con quella che non credevo di essere. O è forse che abbiamo il potere di mutare. Un dono di sopravvivenza che a volte ci piace ignorare. Ieri ho passato il pomeriggio a far l’amore. E la sera sulle punte delle dita -le mie e le sue- ho sentito energia e farfalle svolazzanti mi hanno invasa dentro. E non avrò una musica a ricordarlo e non ne avrò bisogno se avrò altre mattine, altri pomeriggi e altre notti. E adesso non ho paura. Nemmeno di sbagliare.

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