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Offesa

  • Per l’operazione white christmas.
  • Per chi si sente in diritto di derubare, travolgere e violentare una ragazza.
  • Per chi dimentica la storia del proprio paese.
  • Per chi si sente padrone del mondo.
  • Per chi crede che razzismo sia il colore della pelle.
  • Per chi crede che razzismo sia la religione.
  • Per chi credo che razzismo sia la sessualità.
  • Per i fischi e i cori ai calciatori italiani.
  • Per chi crede di avere diritti sulla vita altrui.

La cronaca di questi tempi mi offende. La moralità di questi tempi mi offende. 

Gloria a Dio e pace in terra (e magari anche sale in zucca!) perchè sia davvero un buon Natale.

Mi piaci

Mi piaci sempre ma soprattutto quando dormi. Passo minuti interi a guardarti in silenzio. Guardarti soltanto. Prima che mi assalga la voglia di darti un bacio. Leggero. Tra i capelli. Su quella testa che poggia sul mio seno  morbido. O su quella ruga che hai sulla fronte, quando preferisci il cuscino. E poi ancora un altro sguardo. Quello di chi pensa al perchè tu sia nel mio letto e al perchè hai deciso di starci per sempre. Ma poi ti svegli e già sorridi. Come di chi ha fatto finta di niente. Come di chi si imbarazza al solo pensiero di avermi accanto. E i tuoi occhi ridono, anche. Solo allora posso spegnere la luce e poi dormirti addosso.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

 

Omaggio ad Alda Merini.

Che tu possa ispirare altri cuori su questa terra.

Ciao.

Sparizioni

La mia amica di blog è sparita. E si è portata dietro il vecchio e il nuovo. Non i ricordi di un tempo in cui le nostre parole ci scaldavano il cuore e i sogni. E’ stato un bel tempo quello. E’ sempre un bel tempo quando ti escono parole che sanno raccontare e fare un sacco di altre cose. E’ qualcosa che mi manca. Vorrei avere ancora di cui scrivere ma non ho tempo, idee e coraggio e forza. Non ho confronto e stimolo. E talento, anche. Ma questa è un’altra storia che io poi scrivo per me e quindi chi se ne frega.

Potrebbe essere un’ode al blog scomparso, questa. Evento che si è ripetuto più o meno ciclicamente nel corso di questi anni di girovagazione internettiana. E magari penso che, chi ha smesso di scrivere, lo ha fatto perchè è felice. Che per scrivere occorre il cuore in tumulto. E allora saluti a voi compagni di parole che se questo è davvero il motivo, non sentirò la vostra mancanza.

Esisto

Ci sono ancora. Ma non volevo che questo blog iniziasse a parlare solo di matrimoni, preparativi, piastrelle e cucine. E’ che per quanto non lo credessi possibile, l’organizzazione di tutto ciò, rende gli ultimi due mesi piuttosto invivibili. Perchè poi i contrattempi succedono sempre. E non puoi pensare di essere così fortunata da evitarli. D’altronde hai avuto già numerosi segni di benevolenza. Tipo un futuro marito perfetto. Nella sua imperfezione. Quello che mi fa sentire la me migliore. Quello che è indeciso come me davanti ai pavimenti ma che non dice mai “chi ce lo ha fatto fare”.  E insomma, le cose inutili passeranno ma tutto questo brillio, questa tremarella dentro, questo bisogno di stare anche solo un minuto in silenzio tra le nostre braccia, resterà per sempre. Per sempre.

Quindi sto bene. E magari non interessa a nessuno. E allora lo scrivo per me. Perchè quando tornerò qui a leggere possa rivivere ogni cosa, nel caso in cui l’avessi anche dimenticata.

A voi, intanto, buona vita.

Amleticamente me

Che fine ha fatto il mio libro? Che fine ha fatto quel sogno? A volte ci penso con malinconia. Ripenso a quando la mia mente sapeva andare oltre.  Ora scrivo a malapena correttamente in italiano, sempre di fretta, senza aver tempo di rileggere, sempre facendo più cose contemporaneamente. Mi sto già perdendo? E dove sono quelli che mi incitavano? Quelli che mi chiedevano di continuare? Dovrei bastarmi lo so.

Domani per l’Abruzzo

Perché c’è qualcosa che va oltre tutto. Oltre l’indifferenza. Oltre le rivalità. Oltre la competizione. Oltre il proprio io. Oltre le nostre belle vite. Perché c’è qualcosa che, a volerlo, ci rende tutti uguali. Ed è l’umanità.

Io credo ciecamente al potere dell’arte.  Musica, pittura, fotografia, letteratura. E io non sono un’artista. Io credo ciecamente al potere dell’arte. Perchè solo l’arte ti dà la forza di sognare.

E quando sembra che tu non abbia più niente, allora il sogno è tutto quello che ti resta.

Domani per l’Abruzzo.

http://www.domani21aprile2009.it/

 

Venerdì santo

Oggi non servono parole.

Credo questa sia l’immagine simbolo di questa grande disgrazia.

Qualcuno è andato, qualcuno ha perso tutto. Qualcuno ha lottato perchè altri tornassero alla vita. Altri ancora si trovano senza passato e senza futuro che in un solo colpo, il terremoto, si è portato via i ricordi e i progetti.

A tutti quelli che ci hanno messo la vita.

Amen.

immagine

Cioè…

…il Sindaco mi ha chiamata nel suo ufficio. E non lavoro in Comune, nè in nessun altro posto che c’entri qualcosa. Per un’attestazione di stima nei miei confronti. Dice. E sarà perchè tra un po’ ci sono le elezioni e serve un burattino per la mia zona? E si che se fosse per questo, davvero mi stima per le motivazioni sbagliate! Che dite sono un tantino maligna? Ma secondo voi (presupponendo che ci sia lì qualcuno e qualcuno che mi legge spesso) Mimosascentofawoman sarebbe mai capace di far politica? A voce la diplomazia non è proprio il mio forte.

Andiamo a farci due risate!

Wonderful life

  • Ho bisogno di leggere parole d’amore vere, vissute, possibili che le mie non riesco a scriverle che sono troppo distratta da tutto il resto e allora si concentrano tutte in un unico abbraccio al mio ritorno a casa la sera con i suoi occhi che brillano di felicità e il mio naso allargato per aspirare ogni emozione (senza virgole apposta)
  • Ho un ritardo che non è un vero e proprio ritardo, ancora. E in questo momento non ce la posso proprio fare. TiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPrego
  • Tutto va maledettamente a rilento ed io invece ho bisogno di materializzare
  • In una prossima vita voglio rinascere dove c’è sempre il sole, dove la gente sorride sempre, in salute e ricchezza e amore (meglio essere precisi che non si sa mai)
  • A parte questo, sono e sarò felice.

SSP

1. il lavoro che sto facendo non mi piace

2. mi distraggo dal lavoro che sto facendo guardando siti internette

3.soprattutto siti di matrimonio

4.e di case

5.americani

6.ergo vorrei essere una sposa un po’ americana

7.ma solo perchè qui non siamo altrettanto scenici nella semplicità, mi pare

8.della bevuta di sabato mi è rimasta un po’ di tachicardia

9.i siti internette di cui sopra non fanno che alimentarla

10.ergo sarebbe meglio lavorassi

11.la mia vita attuale è un gran casino

12.nonostante cerchi di pensare solo a quello che c’è dentro la casa, dentro le nozze

13.dentro al lavoro no, che ora è solo un buco nero

14.se potessi non lavorare avrei un sacco di cose da fare, mica come tutte quelle che si direbbero non realizzate!

15.Sono Sotto Pressione e non sto ancora dando il meglio!

Sigh

Mattoni

Lo scorso, è stato un week end intenso. Pieno di cose da dire, fare, baciare, lettera e testamento. Abbiamo traslocato che se a settembre ci sposiamo questa casa è troppo piccola, le mie cose non ci stanno. E quello che pensavo si potesse fare in un pomeriggio, in realtà si è compiuto in una mattinata, un pomeriggio, una sera, i muscoli rotti e il letto alle 22.30 .  Nel frattempo, quando avevamo anche smesso di cercare, abbiamo trovato la casa di mattoni. E probabilmente a settembre sarà pronta per andarci a stare e, per chiudere il cerchio, tutto il trasloco di ieri è praticamente stato inutile. E’ queste son le gioie della vita. Comprare casa non è stato semplice. Anche se è stato più o meno amore a prima vista, per decidere di fare il grande acquisto ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio se il tuo fidanzato è a rischio cassa integrazione straordinaria. Ci vuole coraggio se il tuo fidanzato, non andato in cassa integrazione, lo potrebbero trasferire ad almeno 160 km da casa, da fare ogni giorno. Ringraziando pure Dio. Ci vuole coraggio se tu devi avere ancora due stipendi e la crisi non accenna a passare. Ci vuole coraggio perchè sai che i tuoi e i suoi vi daranno sempre una mano, anche quando il vostro orgoglio avrebbe voluto far da sè. Comunque già giro con le piantine in mano, blaterando qui facciamo così, qui demoliano, qui apriamo, qui creiamo, tra gli occhi sbarrati del mio babbo operaio e quelli all’insù del mio fidanzato preoccupato. In ogni caso sarò felice. Durante, anche. Che ieri sera, una volta a letto, stesi distrutti uno di fianco all’altra, ho detto e poi alla fine è sempre tutto uguale. Tu ti affanni, ti preoccupi, ti agiti e a fine giornata ti sdrai accanto a lui – accanto a lei – esattamente come il giorno precedente o come quello successivo e in quell’attimo credi che tutto ciò che conta è proprio lì, ad un fiato di distanza. E allora pensi che il giorno seguente sarà diverso, che non farai lo stesso errore. E invece sei così stupida che prendi appuntamento in banca per il mutuo. E tutto ricomincia dall’inizio.

In tutto questo ci ho pure messo in mezzo l’organizzazione di una festa di laurea per una delle mie migliori amiche. Che i sentimenti sono la prima cosa che conta, davvero. E perchè le mie amiche saranno sempre lì ad ascoltarmi quando andrò in crisi, quando avrò dei dubbi, quando non saprò che cosa fare. Perché la loro amicizia è la mia vera casa di mattoni. 

Status

Incrocio due signori per strada. Uno mi ferma per scherzare come sempre. L’altro non parla quasi mai. L’altro non parla quasi mai almeno con me. Io rispondo alle battute, nonostante il freddo e la fretta. Ci sono persone che mi stanno simpatiche a prescindere. Anche se dicono sempre le stesse cose. E mentre scherziamo, l’altro dice tuo marito è tornato? Così. Che non c’entrava proprio niente. Allora io guardo lui. E poi guardo l’altro. Poi di nuovo lui, senza respirare. Come a dire maperchimihaiscambiato?  Poi l’altro mi viene in aiuto ma mica è sposata lei e quello tranquillo e fa conto!

Io non lo so se è normale ma a me si è stretto il cuore ed è stato come scomparire e ricomparire. Come se non mi fossi più trovata in quell’immagine di me. E pensare che sono certa che sarò felice.

Noi che siamo cresciute con il mito di Cenerentola e della Bella Addormentata nel Bosco. Noi che leggevamo Biancaneve sognando il Principe che ci svegliava con un bacio. Noi che adoravamo le favole, anche se finivano tutte allo stesso modo, con quel vissero felici e contenti che ci faceva sognare il giorno in cui, anche noi, avremmo sceso le scale con un “bellissimo” abito bianco. Il fatto è che nessuno ci ha mai raccontato cosa c’è tra il bacio e il vissero. Io, adesso, vorrei davvero sapere come hanno fatto ’ste tre con la lista degli invitati, la scelta del luogo del ricevimento, il rinfresco e le bomboniere. Potrei tralasciare l’abito da sposa, che in fatto di vestiario qualsiasi donna sa sempre trovare una scappatoia che renda la ricerca perlomeno divertente. Insomma, tutto questo preambolo per dire che a me non sta piacendo per niente organizzare il mio matrimonio. E si che ne ho organizzati di eventi. Ma un conto è stare dietro le quinte, un conto starci in mezzo. Io c’ho l’ansia. Più passano i giorni e più vorrei dimezzare qualsiasi cosa e persona. Tranne il viaggio di nozze. E sogno delle lunghe tavolate in mezzo ad un prato, con solo i parenti e gli amici con cui mi scambio almeno gli auguri di Natale, la musica, i balli, le scarpe comode, le cravatte allentate, i sorrisi, il sole, le foto scattate dalle macchinette digitali. E invece alla fine della fiera ti accorgi che il matrimonio non è il tuo. Il matrimonio è di tutti quelli che ti hanno invitato alle loro nozze giusto per far numero; il matrimonio è dei tuoi genitori e dei parenti loro, che forse tu non hai mai nemmeno visto; il matrimonio è dei parenti di primo grado che se li incontri per strada nemmeno ti salutano. E tu che sei stata dotata di buonsenso e buona educazione, accetti qualsiasi condizione, pensando che tu, ai matrimoni, ti sei sempre divertita, anche se a malapena sapevi il nome degli sposi.

Ciao Mafi

Mafi mi ha lasciato. E ho pianto lacrime vere. Che non ho versato per persone a cui volevo bene. E’ strano come decidiamo di reagire alle cose che ci accadono intorno.

Un cane lo ami incondizionatamente. Forse solo perchè non ti contraddice. Anche se magari non ti obbedisce.  Ma questo a me non è mai interessato. Ricordo invece i suoi starnuti quando le facevo le coccole, seduta sul muretto del giardino, quando arrivava il primo sole. E ricordo il suo sorriso su richiesta, a denti sguainati in bella mostra. E ricordo le volte che ha rischiato di farmi cadere che adorava starmi sempre in mezzo al passo. E le sue macchie perfette, i suoi occhi dolci, le orecchie fredde, le ferite, le unghie delle zampe anch’esse a macchie bianche e nere.

Mio babbo l’ha seppellita al sole. In cima ad una montagnola che vediamo da casa mia. L’ha coperta e seppellita. Pensando con dolore alle cacate che non dovrà raccogliere più.

Sbrilluccichii

fRAmmENtI DI StEllA

AppESI AllA MIA MAnO.

QUAlOrA PErDEssI IL CAmmINO

AVrEI UnA lUCE A FArmI COmPAGniA.

 

 

Lei: Ricordati che non ho ancora detto si.

Lui ride.

Lo sa che potrei fare a meno di tutto quel che mi preoccupa.

The wish list – verifica

1. tutto ciò che è qui http://www.hobbydicarta.it/carrello/index.php

NON PERVENUTO

2. metri di feltro colorato

NON PERVENUTO

3. passamanerie varie

NON PERVENUTO

4. una borsa nera bella

NON PERVENUTO

5. una borsa nera sportiva

NON PERVENUTO

6. una proposta di matrimonio (magari come nei film)

PERVENUTA

7. un paio di occhiali da vista nuovi

NON PERVENUTO

8. una vacanza

NON PERVENUTO

9. un aspiratore di ciccia

NON PERVENUTO…ANZI!!!

10. Ragione e Sentimento il libro

NON PERVENUTO

11. ore raddoppiate

NON PERVENUTO…ANZI!!!

12. una botta di culo

PERVENUTA!

13. una casa con una stanza degli hobby

NON PERVENUTO

14.  collane

NON PERVENUTO

15. cappello

PERVENUTO

16. sciarpa

PERVENUTO…MA ERA MEGLIO DI NO

17. guanti

NON PERVENUTO

18. sorrisi, abbracci, baci e chiacchiere

PERVENUTI…MA MAI ABBASTANZA

19. bottoni di ogni forma e colore

NON PERVENUTO

20.ispirazione

PERVENUTO A TRATTI

 

Insomma che dire. Ho avuto la parte migliore. Ho tutto quello che ho sempre desiderato. Ho tutto quello che ho sempre desiderato, una gran confusione in testa e una gran paura non meglio localizzata. Ho un anello sbrilluccicoso e discreto che mi pare oscuri invece tutto il resto. E’ come se, ai miei occhi, tutti guardassero la mano piuttosto che la persona.  Ho girato due giorni con i guanti da barbona. Tutta fighetta e i guanti barbona. N’se po’ dì. Ma si può aver paura della felicità?

Uff

avevo un sacco di cose da dire.

Tre anni d’aMMore, oggi.

Un pranzo con una ex compagna di classe, ieri.

Buon Natale, Buone Feste e così vai, da domani.

E invece, come sempre, sono in netto ritardo sulla tabella di marcia.

Fa lo stesso. A volte mi sembra di parlarMI da sola. E tutte queste cose già lo so.

Quindi, per chi arriva per sbaglio, tantissmi auguri, per un Natale di lucine ma quelle dentro agli occhi.

 

The wish list

1. tutto ciò che è qui http://www.hobbydicarta.it/carrello/index.php

2. metri di feltro colorato

3. passamanerie varie

4. una borsa nera bella

5. una borsa nera sportiva

6. una proposta di matrimonio (magari come nei film)

7. un paio di occhiali da vista nuovi

8. una vacanza

9. un aspiratore di ciccia

10. Ragione e Sentimento il libro

11. ore raddoppiate

12. una botta di culo

13. una casa con una stanza degli hobby

14.  collane

15. cappello

16. sciarpa

17. guanti

18. sorrisi, abbracci, baci e chiacchiere

19. bottoni di ogni forma e colore

20.ispirazione

Dove posso spedirla?

Stralcio

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’ aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Pablo Neruda

Conversation

Iniettore di fiducia dice: a proposito, stai scrivendo?

Sfiduciata cronica risponde: No. Almeno sono sincera.

Iniettore di fiducia ri-dice: Mi dispiace.

Sfiduciata cronica si sente una cacca.

Libritudine

Ieri sera ho terminato di leggere Orgoglio e Pregiudizio.

Ne sento già la mancanza.

Copertina

Copertina

Con parole mie

My last words

My last words
My last words

 

http://www.wordle.net/

Post it

bacio-a-parigiRicordami sempre come siamo adesso.

Io cosa farò

Sarò un sorriso sulla bocca tua.

Cose da dire

Alfredo è morto investito. Aveva più di 90 anni e un cervello migliore del mio. Lo conoscevo poco rispetto al tempo. Lo conoscevo abbastanza rispetto all’empatia. Per un motivo assolutamente a me sconosciuto adorava parlare con me. Raccontarsi. Forse perchè io lo ascoltavo. Forse perchè gli ricordavo i luoghi della sua infanzia. Forse perchè il bene che ho imparato a volere a mia nonna si riversa in ogni persona anziana che incontro. So che se non mi vedeva da un po’ si preoccupava. Si preoccupava del mio cuore e del suo, che forse si erano bisticciati. Mi piaceva guardarlo centellinare il cibo per poi mangiarne forse più di tutti noi. E le sue risposte sempre lucide e giuste. Solo una macchina avrebbe potuto portarlo via così presto. E così è stato. Ci mancherà. Ciao Alfredo.

Sto sentendo il nuovo cd di Giusy. Non ho ancora ascoltato le parole. Mi sono limitata alla voce, alle tonalità, alla musica, ai gorgheggi. Non ho idea se questa è davvero la musica che lei vuole fare. Ho la sensazione che sia solo il modo per arrivare su e poi decidere da sola. A me sembra piacere ma resto volutamente distante, tanto per non affezionarmi troppo e poi esserne delusa, nel caso decida di mostrarsi per una vera lei che magari non mi garba. Un  po’ come fece Giorgia.

Il capitolo nido d’amore mi sembra chiuso e archiviato. C’è gente che ci sta lavorando al posto nostro. E mi sembra quasi assurdo che qualcuno si entusiasmi per questo progetto al posto mio. Sarà quest’aria di crisi, sarà la continua incertezza sulla cosa più giusta da fare, sarà il fatto che ormai tutti pensano a lucrare sui bisogni altrui ma a me viene quasi da vomitare. Dalla fine di febbraio saremo definitivamente in mezzo alla strada. Speriamo sia una primavera calda.

P.S. Ho finalmente finito Giro di vento. Pap’ che fatica! Pollice verso. Finale compreso.

 

UFF

Cose inutili così

Era come se avvertisse un senso di estraneità a tutto ciò che la circondava. Non esisteva posto in cui si sentisse realmente a casa, se non tra le pareti della sua. Una sorta di allergia al pre che nella maggior parte dei casi scompariva una volta che veniva risucchiata dagli eventi. Era il pensiero di doversi calare in una qualsiasi situazione o forse quella percentuale di incognita che anticipa qualsiasi evento o forse ancora la consapevolezza di vedere in primis nero così magari da non restare poi delusa o anche tutte e tre le cose insieme. E’ che a vederla poi, completamente dentro le situazioni, nessuno aveva mai pensato a quella montagna di pensieri, per la maggior parte inutili, con cui lei si arrovellava la mente e quindi, nessuno usava verso di lei quelle attenzioni particolari che si riserverebbero invece normalmente ad un paranoico riconosciuto. D’altronde lei, si guardava bene dal farle notare certe cose, o lasciava perlomeno passare un lasso di tempo abbastanza esteso, così che si potessero verificare tutti quegli eventi diretti a smentirla. E quasi sempre succedeva. Poteva essere questa una specie si schizofrenia? O era, forse, solo un’eccessiva dose di permalosità diretta all’autoinflizione di una tollerabile dose di dolore. In ogni caso, qualunque fossero state le cause di questo suo infantile comportamento, le conseguenze si manifestavano puntualmente e  inutilmente avvilenti.

Nome

Adoro quando abbrevia il mio nome. E’ qualcosa di mio che diventa suo. Qualcosa di personale. E non ne abusa. Lo fa con dolcezza. Tanto che ogni volta trasalisco. E mi incanto quel secondo e più che serve per permettere al mio sorriso di nascere, in qualche posto dentro se non proprio sulle labbra.

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